«C'è una differenza tra "amicizia" e "amici con cui uscire" tale da giustificare la creazione di due differenti categorie?»
Sul suo profilo c’è un sondaggio.
Hanno votato quarantuno persone.
Di queste, ventisei hanno votato “brutto”.
Otto hanno scelto “carino”. Quattro sono stati i “bono bono”.
Due i “bello”.
“Figo” ha preso un voto.
In dettaglio matematico, il sessantatre virgola quattro per cento dei votanti ha scelto “brutto”.
Solo un due virgola quattro per cento ha scelto “figo”.
“Normale” non era voce in menu.
Eppure, guardando le fotografie, se avessi dovuto scegliere io, se avessi votato io, avrei scelto “normale”.
Forse, se fosse stata presente, la voce “normale”, avrebbe preso molti voti.
Forse al posto di un sessantatre virgola quattro per cento di “brutto” avremmo avuto, chi lo sa, un quarantanove virgola sette di “normale”.
Forse.
Dico forse. Non posso saperlo. Ma forse adesso sarebbe stato meglio. Sarebbe stato meglio, adesso, alla fine della storia, avere una percentuale di “normale”, anche sotto il cinquanta per cento dei votanti. Sarebbe stato meglio, adesso. Meglio dell’avere una maggioranza di “brutto”.
Lui non ha difetti fisici. Il viso è un ovale regolare, i capelli corti con gelatina in punte in cima è già visto, accettato, normale appunto. Niente di stravagante. Niente di “brutto”.
Il fisico, è asciutto. La fotografia titolata “Here i am”, filtrata con un effetto old photo, seppia e finti granelli di polvere digitali, lo mostra a torso nudo, le braccia incrociate in posa da Corona. In questa posa i pettorali hanno forma sufficiente. C’è una cameretta sullo sfondo.
La foto porta un commento. Il commento dice: “bella qst foto…”.
La redattrice del commento, una ragazza, si presenta così:
Hola gente (un sorriso). Sono la claire (occhi incrociati). Se ai + di 30 anni nn ti accetto (pollice verso). X il resto siete tutti i benvenuti…ma nn fatemi girare le palle se no vi faccio marcire in lista nera….. (un ringhio).
Un bacio (un bacio).
Non sappiamo altro di lei. Claire ha scelto di non rendere visibile il suo profilo.
Dobbiamo accontentrarci di un commento sulla foto effetto “old photo” e di una immagine. La Claire di tre quarti, da dietro, dall’alto. Capelli castani. Occhiali da sole, una maglia nera. Non abbiamo altro.
Di Lui sappiamo invece che ha diciassette anni. Vive nel sud italia. Italia.
Nel suo profilo, alla voce “su di me”, troviamo questo:
Sono un ragazzo SINGLE che ama gli abiti firmati !!!
Sono disponibile e aperto per TUTTE!!!
Per il resto scopritemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E se volete contattatemi su (Un indirizzo email).
Vi aspetto in molte e belle!!!!!!!!!!!
Sappiamo che questa pagina ha visto affacciarsi 739 visitatori. Non possiamo sapere se siano state 739 ragazze. Molte e belle.
Uno dei visitatori sono io che scrivo, adesso.
Quindi no. Forse solo 738 ragazze. Molte e belle.
Possiamo conoscere altro su di lui, però, al di là del numero delle molte e belle che possono aver visitato il suo profilo e guardato le sue foto.
Si deve seguire il collegamento dal titolo “altro su di me”.
Possiamo così scoprire i suoi interessi, che sono, in un ordine che non possiamo sapere se sia casuale o di importanza: Gli amici, i computers, internet, la musica.
Il colore dei suoi occhi, così com’è scritto in carattere bianco su nero, se non lo si fosse potuto dedurre dalle venticinque fotografie disponibili.
Il colore dei tuoi occhi:
castani
Il colore dei capelli:
castani
Peso, espresso in chilogrammi:
sessantacinque
Alla voce “vivo:” che suona strana adesso, la risposta è “con (uno de) i miei genitori(e)”.
Non facciamoci sviare dalla forma complicata di questa definizione in risposta alla questione “vivo”. E’ una forma predefinita. Socialmente corretta. Educata. Una forma di rispetto per tutti i figli con i genitori separati, o peggio, defunti. Se si vive con i genitori, e a diciassette anni è la normalità, si sceglie la voce “con (uno de) i miei genitori(e)”,
Vivo.
Ancora una voce con la stessa intestazione.
Vivo:
In un appartamento.
Semplice. Non occorre certo scrivere in uno(o più) appartamento(i). Non serve. Sarebbe assurdo.
Vivo: In un appartamento.
Cerco:
In ordine, ancora, forse casuale: Amicizia. Amore. Amici con cui uscire.
Ordine forse casuale oppure gerarchia d’importanza: Amicizia, amore, amici con cui uscire.
C’è una differenza tra “amicizia” e “amici con cui uscire” tale da giustificare la creazione di due differenti categorie?
Ci sono amici che sono solo “amici” statici, o irraggiungibili o forzati in appartamenti di (uno de) i miei genitori(e) magari per punizioni per basse rendite scolastiche, amici, insomma con i quali non si esce. Una categoria a parte, che necessita una seconda voce in capitolo dalla quale poter scegliere: amici con cui uscire. Razza libera, anarchici indipendenti o senza famiglia o di maggiore età. Oppure solo maggiormente spensierati, con i quali andare a ballare e bere e correre in auto. Differenti per indole e temperamento ed abitudini, dagli “amici” immoti, della voce precedente.
Amici con cui uscire.
(continua...)