• Anelli nell'io

    “Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi – vaghi, metaforici, ambigui, e a volte straordinariamente belli.”
    Douglas Hofstadter
  • Caos

    La relatività eliminò l'illusione newtoniana dello spazio e tempo assoluti;
    la teoria quantistica eliminò il sogno newtoniano di un processo di misurazione controllabile;
    il caos elimina la fantasia laplaciana della prevedibilità deterministica.

    Joseph Ford - "What is Chaos, that we should be mindful of it?"
  • Developer

    Il programmatore di computer è un creatore di universi per i quali è il solo legislatore. Non c'è commediografo, regista o imperatore, per quanto potente, che abbia mai esercitato una autorità così assoluta da disporre un palcoscenico o un campo di battaglia e da comandare attori o truppe altrettanto incorruttibilmente obbedienti.
    Joseph Weizenbaum
  • Patience

    Patience is a virtue, Savannah.
    To tolerate delay.
    It implies self-control and forbearance, as opposed to wanting what we want when we want it.
    Something to think about.

    Catherine Weaver - The Sarah Connor Chronicles
  • Computer Science

    La Computer Science riguarda i computer non più di quanto l'astronomia riguarda i telescopi.

    E.W. Dijkstra

Cosa accade nella testa dei matematici nei momenti in cui il loro lavoro diventa più creativo? E' sempre solo una manipolazione di simboli secondo regole ben precise, che deriva da teoremi da un insieme prefissato di assiomi? Qual è la natura del pensiero umano in genere? Quello che accade nelle nostre teste è solo un processo fisico deterministico? Se sì, non siamo forse tutti noi, non importa quanto originali e brillanti, solo schiavi di leggi inflessibili che governano le invisibili particelle di cui sono costituiti i nostri cervelli? Può mai la creatività emergere da un insieme di inflessibili leggi che governano minuscoli oggetti i o pattern numerici? Può una macchina programmata venirsene fuori con delle idee che non erano contenute in anticipo nel programma? Può una macchina prendere decisioni autonome? Avere opinioni proprie? Essere confusa? Sapere di essere stata confusa? Non essere sicura di essere stata confusa? Credere di avere il libero arbitrio? Credere di non avere il libero arbitrio? Essere cosciente? Dubitare di essere cosciente? Avere un sé, un'anima, un io? Credere che il proprio fervido credere nel proprio io sia solo un'illusione, ma un'illusione inevitabile?

Douglas Hofstadter - Anelli nell'io


Categorie: Citazioni, Libri  Tags:
08 July 2010
 WootLogo

Directly from their What Is Woot Page:

What is Woot and who's behind it? Woot.com is an online store and community that focuses on selling cool stuff cheap. It started as an employee-store slash market-testing type of place for an electronics distributor, but it's taken on a life of its own. We anticipate profitability by 2043 – by then we should be retired; someone smarter might take over and jack up the prices. Until then, we're still the lovable scamps we've always been. But don't take our word for it: see what the online community has to say at this Wikipedia article.

I see only one item, do you sell anything else? No. We sell one item per day until it is sold out or until 11:59pm central time when it is replaced (see next entry for details). However, each item we sell is in stock and typically ships within 2-3 business days.

What is the schedule for new items? The short answer: we offer a new item every single day. The details: a new product is released every morning at 12am central time, seven days a week. (If you're not a morning person, this can be described as every night at midnight. Better?) If a product sells out during its run, a new item will not appear until the next release time. You will know if a product is sold out, because the main page says "SOLD OUT" instead of "I want one". (Clever, eh?)

I missed yesterday's item, can I still get one? No. Each woot.com product is discontinued at 11:59pm central time. That's that. Period. We may get more at a later date if we're lucky, but we offer no guarantees, we allow no backorders, and we have no waiting/notification lists. Too bad.

 

… they just sold to Amazon for $110 million


Categorie:   Tags:
07 July 2010

Categorie: australia, Svago  Tags:
07 July 2010
raccontogipipiccolo-225x99

Un racconto di Gipi per il Post.

«C'è una differenza tra "amicizia" e "amici con cui uscire" tale da giustificare la creazione di due differenti categorie?»

Sul suo profilo c’è un sondaggio.
Hanno votato quarantuno persone.
Di queste, ventisei hanno votato “brutto”.
Otto hanno scelto “carino”. Quattro sono stati i “bono bono”.
Due i “bello”.
“Figo” ha preso un voto.
In dettaglio matematico, il sessantatre virgola quattro per cento dei votanti ha scelto “brutto”.
Solo un due virgola quattro per cento ha scelto “figo”.
“Normale” non era voce in menu.
Eppure, guardando le fotografie, se avessi dovuto scegliere io, se avessi votato io, avrei scelto “normale”.
Forse, se fosse stata presente, la voce “normale”, avrebbe preso molti voti.
Forse al posto di un sessantatre virgola quattro per cento di “brutto” avremmo avuto, chi lo sa, un quarantanove virgola sette di “normale”.
Forse.
Dico forse. Non posso saperlo. Ma forse adesso sarebbe stato meglio. Sarebbe stato meglio, adesso, alla fine della storia, avere una percentuale di “normale”, anche sotto il cinquanta per cento dei votanti. Sarebbe stato meglio, adesso. Meglio dell’avere una maggioranza di “brutto”.

Lui non ha difetti fisici. Il viso è un ovale regolare, i capelli corti con gelatina in punte in cima è già visto, accettato, normale appunto. Niente di stravagante. Niente di “brutto”.
Il fisico, è asciutto. La fotografia titolata “Here i am”, filtrata con un effetto old photo, seppia e finti granelli di polvere digitali, lo mostra a torso nudo, le braccia incrociate in posa da Corona. In questa posa i pettorali hanno forma sufficiente. C’è una cameretta sullo sfondo.
La foto porta un commento. Il commento dice: “bella qst foto…”.
La redattrice del commento, una ragazza, si presenta così:
Hola gente (un sorriso). Sono la claire (occhi incrociati). Se ai + di 30 anni nn ti accetto (pollice verso). X il resto siete tutti i benvenuti…ma nn fatemi girare le palle se no vi faccio marcire in lista nera….. (un ringhio).
Un bacio (un bacio)
.

Non sappiamo altro di lei. Claire ha scelto di non rendere visibile il suo profilo.
Dobbiamo accontentrarci di un commento sulla foto effetto “old photo” e di una immagine. La Claire di tre quarti, da dietro, dall’alto. Capelli castani. Occhiali da sole, una maglia nera. Non abbiamo altro.

Di Lui sappiamo invece che ha diciassette anni. Vive nel sud italia. Italia.
Nel suo profilo, alla voce “su di me”, troviamo questo:

Sono un ragazzo SINGLE che ama gli abiti firmati !!!
Sono disponibile e aperto per TUTTE!!!
Per il resto scopritemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E se volete contattatemi su (Un indirizzo email).
Vi aspetto in molte e belle!!!!!!!!!!!

Sappiamo che questa pagina ha visto affacciarsi 739 visitatori. Non possiamo sapere se siano state 739 ragazze. Molte e belle.
Uno dei visitatori sono io che scrivo, adesso.
Quindi no. Forse solo 738 ragazze. Molte e belle.

Possiamo conoscere altro su di lui, però, al di là del numero delle molte e belle che possono aver visitato il suo profilo e guardato le sue foto.
Si deve seguire il collegamento dal titolo “altro su di me”.
Possiamo così scoprire i suoi interessi, che sono, in un ordine che non possiamo sapere se sia casuale o di importanza: Gli amici, i computers, internet, la musica.
Il colore dei suoi occhi, così com’è scritto in carattere bianco su nero, se non lo si fosse potuto dedurre dalle venticinque fotografie disponibili.

Il colore dei tuoi occhi:
castani
Il colore dei capelli:

castani
Peso, espresso in chilogrammi:

sessantacinque

Alla voce “vivo:” che suona strana adesso, la risposta è “con (uno de) i miei genitori(e)”.
Non facciamoci sviare dalla forma complicata di questa definizione in risposta alla questione “vivo”. E’ una forma predefinita. Socialmente corretta. Educata. Una forma di rispetto per tutti i figli con i genitori separati, o peggio, defunti. Se si vive con i genitori, e a diciassette anni è la normalità, si sceglie la voce “con (uno de) i miei genitori(e)”,
Vivo.
Ancora una voce con la stessa intestazione.
Vivo:
In un appartamento.

Semplice. Non occorre certo scrivere in uno(o più) appartamento(i). Non serve. Sarebbe assurdo.
Vivo: In un appartamento.

Cerco:
In ordine, ancora, forse casuale: Amicizia. Amore. Amici con cui uscire.
Ordine forse casuale oppure gerarchia d’importanza: Amicizia, amore, amici con cui uscire.
C’è una differenza tra “amicizia” e “amici con cui uscire” tale da giustificare la creazione di due differenti categorie?
Ci sono amici che sono solo “amici” statici, o irraggiungibili o forzati in appartamenti di (uno de) i miei genitori(e) magari per punizioni per basse rendite scolastiche, amici, insomma con i quali non si esce. Una categoria a parte, che necessita una seconda voce in capitolo dalla quale poter scegliere: amici con cui uscire. Razza libera, anarchici indipendenti o senza famiglia o di maggiore età. Oppure solo maggiormente spensierati, con i quali andare a ballare e bere e correre in auto. Differenti per indole e temperamento ed abitudini, dagli “amici” immoti, della voce precedente.
Amici con cui uscire.

(continua...)


Categorie:   Tags:
04 July 2010

Molto interessante (come sempre) l’articolo del Post La guerra dei vecchi - Cosa c’è dietro una generazione partita per cambiare tutto e arrivata a desiderare che nulla cambi?

Negli ultimi cinque anni non abbiamo certamente risolto la questione generazionale, in Italia, ma un passo avanti lo si è fatto comunque, rispetto a qualche anno prima: ne parliamo. […]

Un nuovo contributo alla discussione è pubblicato sul numero di questo mese di MicroMega ed è firmato dal giornalista dell’Unità Cesare Buquicchio. Il saggio si intitola “Tutta colpa dei contestatori”: è chiaro dove va a parare, ma è ugualmente interessante vedere come. Buquicchio parte da un dato di fatto: nel 2010 i primi figli degli anni Settanta compiranno quarant’anni, quella che dovrebbe essere – e in tantissimi paesi del mondo effettivamente è – l’età giusta per prendere la guida della società. Dire che questo non accadrà, in Italia, è superfluo. Lo è meno cercare e trovare le tracce di questo “imminente naufragio”.

Nell’analizzare questo imminente naufragio e nel tentativo di rintracciare possibili, residue, vie di uscita, diventa sempre più difficile da rinviare un confronto-scontro con l’ingombrante generazione dei padri,con coloro che da oltre 40 anni «occupano» il nostro paese e che, al di là di qualche rituale discorsetto sulla necessità di un rinnovamento generazionale, non sembrano avere nessuna intenzione di mollare la presa. Come è successo? Cosa c’è dietro una generazione partita per cambiare tutto e arrivata a desiderare che nulla cambi? Qual è la storia non scritta dei fallimenti di questi sessantenni e settantenni di successo? Quali sono le zone d’ombra della versione ufficiale (scritta, come sempre, solo dai vincitori)?

[…]

Nell’era in cui spadroneggiano i prodotti per “combattere l’invecchiamento”, si verifica un singolare paradosso: i vecchi sono sempre di più, ma non sono più vecchi. E quindi guai a chi li tocca.

[…]

Basta fare un piccolo confronto tra la generazione degli eterni padri di oggi e quella dei nonni di ieri, tra quei «sogni per principianti» male o poco realizzati dalla fine dagli anni Sessanta in poi, e quelli più «maturi» e consapevoli immaginati e realizzatidalla generazione uscita adulta dalla guerra (benessere, tolleranza, mobilità sociale, capacità di innovazione, pace, avvio del processo europeista eccetera), per rendere evidenti le diverse dinamiche tra le ultime tre generazioni. [...] Nel buttare via l’acqua sporca delle degenerazioni del conservatorismo, invece, i sessantenni di oggi, i figli di quei padri, hanno buttato anche il bambino del senso di conservazione, dell’idea di tutela delle risorse da tramandare a chi veniva dopo di loro, e cioè ai loro figli. L’idea che si nasce, si cresce, si invecchia e si passa la mano a chi arriva dopo, viene bollata come un subdolo trucchetto da vecchi reazionari. Viene sostituita dall’ambizione di «realizzarsi» come individuo prima ancora che come gruppo sociale, dal dare, per citare Zygmunt Bauman, soluzioni biografiche o individuali a contraddizioni sistemiche, dal mantra del «sii te stesso», non preoccuparti degli altri e, in definitiva, dalla convinzione che sia possibile non[…] invecchiare e, forse, non morire mai.
Quindi l’obiettivo è diventato uno e uno soltanto, prioritario: l’autoconservazione.

[…]

Uno dei passi principali in questa direzione è stato ridisegnare la geografia delle risorse e la loro distribuzione sociale. Sul mercato del lavoro questo si è tradotto con il termine: precariato. L’introduzione, dai primi anni Novanta in poi, di decine di contratti diversi per regolare i rapporti di lavoro, giustificata con il tentativo di ridurre la disoccupazione, ha portato solo a una riduzione dei costi e dei vincoli (da tradurre in doveri) per le imprese e, soprattutto, un colossale spostamento di risorse dalla fase iniziale del percorso lavorativo a quella finale. Semplificando: si è tolto ai giovani per dare ai vecchi.

[…]

Poi c’è anche una ragione demografica, ineludibile.

L’Italia mette insieme due dati sicuramente decisivi per leggere le dinamiche della sua società. Da una parte è uno dei paesi con l’età media più alta del mondo. Dall’altra, è una delle nazioni con i più bassi tassi di natalità. Il «dominio» dei vecchi, a questo punto, appare come una conseguenza più che scontata. Come fanno i figli ad avere la forza e l’aggressività necessaria a capovolgere la situazione se non sono destinati a diventare a loro volta padri. Come possono ambire a spodestare i vecchi se non trasformandoli in nonni, quindi ufficialmente anziani. Quale rabbia sociale possiamo aspettarci da chi ha come esigenze solo quelle personali?

[…]

Quando le spese mediche dei nuovi quarantenni cominceranno a correre più dei loro guadagni (e si sommeranno a quelle dei loro vecchi), quando anche l’ultimo contratto a termine non gli sarà stato rinnovato e l’unica speranza di guadagno all’orizzonte (un orizzonte lontano oltre un decennio) sarà una pensione sociale di poche centinaia di euro, quando le risorse di due, tre generazioni, saranno a un passo dall’esaurirsi qualcuno o tutti forse alzeranno la testa e si guarderanno intorno per cercare di capire che cosa è successo in questi anni in Italia. Per la generazione dei figli sarà l’ultima occasione per entrare nell’età adulta, sottraendola ai genitori che l’hanno tenuta per sé, nel decadente sogno di eterna giovinezza che ha contribuito al disfacimento del paese [...]. Fallito ogni tentativo di patto generazionale, per conquistare (finalmente) un ruolo sociale e traghettare il nostro paese fuori dalla tempesta, ai figli non resterà che sottoporre a un severo giudizio le responsabilità di chi ha condotto il gioco fin qui, le azioni e le intenzioni dei padri. Per farlo dovrà anche imparare a contrapporre uno slancio mitopoietico alle tante «narrazioni» che quella generazione ha saputo creare. Allora, forse, anche lo scontro politico e sociale non sarà più tra destra e sinistra. Il duello finale per la sopravvivenza (o, perlomeno, per una dignitosa sopravvivenza) sarà tra vecchi e meno vecchi.


Categorie: Informazione  Tags:
03 June 2010
Surfers Paradise - 080 HDR

Surfers Paradise è una Little Miami per lo stile dei viali a più corsie con palme gigantesche, palazzi esageratamente alti e luccicanti, negozi lussuosi, macchine più tamarre che sportive (solo a Miami avevo visto un'altra Hammer Limousine!)

Packpackers in Paradise è davero accogliente e "easy", ma pulito e dotato di tutti i confort. La camera da 14 si è rivelata la scelta migliore per quanto riguarda l'aspetto socializzante, con personaggi divertenti, alla mano e amichevoli.
La vita da backpackers è decisamente entusiasmante, risulta piacevole condividere con decine di persone una cucina con otto fornelli, 30 piatti, e tutto il necessario, due lavandini e un frigo gigante, veder cucinare porcate micidiali liofilizzate e mangiate in piedi oppure veri e propri piatti tipici di chissà dove, come un invitante mix di riso, pollo, avocado e chissà cos'altro visto preparare l'altro giorno.
Noi due cuochi italiani, e per ora decisamente più italiani che cuochi, ci stiamo dando da fare per ottenere, con errori sui nostri stomaci, almeno un patentino di commestibilità, e ci siamo quasi.

Surfers Paradise - 003 Surfers Paradise - 007

Le serate del weekend sono state divertenti e molto affollate, sia nelle strade centrali che nei club, come nelle migliori serate estive delle nostre localtà di divertimento.

Insomma, decisamente una delle località da tenere in considerazione per due settimane di puro sole, musica e attività sociali, una parentesi decisamente occidentale in un'Australia selvaggia e naturalistica.


Categorie: australia  Tags:
Disclaimer: The opinions expressed herein are my own personal opinions and do not represent my employer's view in anyway.© Copyright 2010 Mauro Bellati