Profondo, irriverente, anticonformista. Un ampio ritratto di fede nella normalità, nel raziocinio e nella bontà degli uomini. Originale nella forma, senza una vera e propria punteggiatura (come in Cecità)
Decine di ottime recensioni sono già state scritte ovunque, quindi solo qualche citazione (un po’ lunghe ma davvero notevoli)
Gesù e Dio parlano del progetto di conquistare nuovi fedeli e Dio racconta a Gesù il futuro dell’umainità dopo il suo sacrificio.
Voglio sapere come arriveranno gli uomini a credere in me e a seguirmi, e non dirmi che sarà sufficiente quello che dirò loro, non dirmi che basterà ciò che dopo di me diranno nel mio nome coloro che in me credevano, ti faccio un esempio, i Gentili e i romani, che hanno altri dei, non venirmi a raccontare che senza dire né a né ba li scambieranno con me, Con te, no, con me, Con te o con me, sei Tu a dire che è lo stesso, non giochiamo con le parole, rispondi alla mia domanda, Chi avrà fede, verrà a noi, Così, senza nient’altro, semplicemente come lo stai dicendo, Gli altri dei resisteranno, E tu lotterai contro di loro, certo, Che sciocchezza, tutto quello che succede, è sulla terra che accade, il cielo è eterno e pacifico, il destino degli uomini lo compiono gli uomini là dove si trovano, Per dirla chiaramente, per quanto le parole siano ombre, moriranno degli uomini per Te e per me, Gli uomini sono sempre morti per gli dei, persino per dei falsi e menzogneri, Ma possono mentire gli dei, Eccome, E Tu, fra tutti, sei l’unico e il vero, Unico e vero, sì, E pur essendo vero e unico, non puoi comunque evitare che gli uomini muoiano per Te, loro che dovrebbero essere nati per vivere per Te, sulla terra, intendo dire, non in cielo, dove Tu non potrai donare loro nessuna delle gioie della vita, Gioie false, anch’esse, perché sono nate con il peccato originale, chiedilo al tuo Pastore, ti spiegherà lui com’è andata, Se fra Te e il Diavolo esistono segreti non condivisi, spero che uno sia quello che ho appreso da lui, anche se lui afferma che non ho imparato niente. Scese il silenzio, Dio e il Diavolo si guardarono in faccia per la prima volta, entrambi diedero l’impressione di essere sul punto di parlare, ma non accadde nulla. Disse Gesù, Sto aspettando, Che cosa, domandò Dio, come se fosse distratto, Che Tu mi dica quanta morte e quanta sofferenza costerà la Tua vittoria sugli altri dei, con quanta sofferenza e con quanta morte si pagheranno le lotte che, nel Tuo nome e nel mio, gli uomini che crederanno in noi scateneranno gli uni contro gli altri, Insisti nel volerlo sapere, Insisto, Ebbene, si edificherà l’assemblea di cui ti ho parlato, ma le sue fosse, per essere ben salde, dovranno essere scavate nella carne, e le sue fondamenta composte da un cemento di rinunce, lacrime, dolori, torture, di tutte le morti oggi immaginabili e di altre che solo nel futuro si conosceranno, Finalmente, adesso sei chiaro e immediato, continua, Per cominciare da chi conosci e ami, il pescatore Simone, che chiamerai Pietro, sarà come te crocifisso, ma con la testa all’ingiù, e crocifisso dovrà essere anche Andrea, su una croce a forma di X, il figlio di Zebedeo, quello di nome Giacomo, lo decolleranno, e Giovanni e Maria di Magdala invece moriranno di morte naturale, quando saranno finiti i loro giorni, ma avrai altri amici, discepoli e apostoli come quelli già nominati, che non sfuggiranno ai supplizi, come per esempio un Filippo, legato alla croce e lapidato fino a quando la vita gli si sarà spenta, un Bartolomeo, che sarà scuoiato vivo, un Tommaso, che ammazzeranno a colpi di lancia, un Matteo, che adesso non ricordo come morirà, un altro Simone, segato a metà, un Giuda, ucciso a colpi d’accetta, un altro Giacomo, lapidato, un Mattia, decollato con una scure, e anche Giuda Iscariota, ma di questo ne saprai meglio tu di me, tranne la morte, impiccato con le sue stesse mani a un fico, Dovranno morire tutti per Te, domandò Gesù, Se la metti in questi termini, sì, moriranno tutti per causa mia, E poi, Poi, figlio mio, sarà una storia interminabile di ferro e sangue, di fuoco e ceneri, un mare infinito di sofferenza e lacrime, Racconta, voglio sapere tutto. Dio sospirò e, col tono monocorde di chi abbia preferito soffocare la pietà e la misericordia, attaccò la litania, in ordine alfabetico per evitare suscettibilità in merito alla precedenza.
Adalberto di Praga, ucciso con uno spuntone a sette punte. Adriano, ucciso a martellate sopra un’incudine, Afra di Asburgo, morta sul rogo, Agapito di Preneste, morto sul rogo, appeso per i piedi, Agata di Sicilia, morta con i seni recisi, Agricola di Bologna, crocifisso e trafitto di chiodi, Alfegio di Canterbury, ucciso a colpi di osso di bue, Anastasia di Sirmio, morta sul rogo coi seni recisi, Anastasio di Salona, impiccato e decapitato, Ansano di Siena, ucciso per eviscerazione, Antonino di Pamiers, ucciso per squartamento, Antonio di Rivoli, ucciso a sassate e bruciato, Apollinare di Ravenna, ucciso a mazzate, Apollonia di Alessandria, morta sul rogo dopo che le avevano strappato i denti, Augusta di Treviso, uccisa per decapitazione e bruciata, Aura di Ostia, annegata con una mola al collo, Aurea di Siria, morta dissanguata, seduta sopra una sedia ricoperta di chiodi, Auta, ammazzata a frecciate, Babila di Antiochia, ucciso per decapitazione, Barbara di Nicomedia, uccisa per decollazione, Barnaba di Cipro, lapidato e bruciato, Beatrice di Roma, uccisa per strangolamento, Benigno di Digione, ucciso a colpi di lancia, Biagio di Sebaste, ucciso con carde di ferro, Blandina di Lione, uccisa a cornate da un toro selvaggio, Callisto, strangolato con una mola, Cassiano di Imola, ucciso dai suoi alunni con uno stiletto, Castulo, sepolto vivo, Caterina di Alessandria, uccisa per decapitazione, Cecilia di Roma, uccisa per decollazione, Chiaro di Nantes, ucciso per decapitazione, Chiaro di Vienna, ucciso per decapitazione, Chiteria di Coimbra, decapitata dal proprio padre, un orrore, Cipriano di Cartagine, ucciso per decapitazione, Ciro di Tarso, ucciso ancora bambino da un giudice che gli batté la testa contro le scale del tribunale, Clemente, annegato con un’ancora al collo, Crispino e Crispiniano di Soissons, uccisi per decapitazione, Cristina di Bolsena, uccisa con tutto quanto si possa fare con mola, ruota, tenaglie, frecce e serpenti, Cucufate di Barcellona, ammazzato e sventrato, arrivato alla fine della lettera C, Dio disse, Poi è tutto uguale, o quasi, ormai sono poche le varianti possibili, tranne che nei particolari, i quali sono talmente raffinati che ci vorrebbe un mucchio di tempo a spiegarli, fermiamoci qui, Continua, disse Gesù, e Dio continuò, abbreviando il più possibile.
Un altro interminabile elenco.
Ancora non sei stufo, domandò Dio a Gesù, e Gesù rispose, Dovresti rivolgerla a Te stesso questa domanda, continua, e Dio proseguì, Sabiniano di Sens, decollato, Sabino di Assisi, lapidato, Saturnino di Tolosa, strascinato da un toro […]
Un altro interminabile elenco.
[…] e altri, altri, altri, idem, idem, idem, basta. Non basta, disse Gesù, a quali altri alludi, Lo ritieni proprio indispensabile, Sì, Mi riferisco a quelli che, non essendo stati martirizzati e morendo di morte naturale, hanno sofferto il martirio delle tentazioni della carne, del mondo e del Demonio e che, per vincerle, hanno dovuto mortificare il proprio corpo col digiuno e la preghiera.
Solo con il digiuno e la preghiera, domandò Gesù, e Dio rispose, Offenderanno il corpo anche con dolore, sangue e un mucchio di schifezze, e tante altre penitenze, portando cilici e flagellandosi, ci sarà pure chi non si laverà per tutta la vita, o quasi, chi si precipiterà nelle foreste e si rivolterà nella neve per placare le brame della carne suscitate dal Diavolo, cui si devono tutte queste tentazioni, perché il suo scopo è quello di distogliere gli animi dalla retta via che li condurrebbe al cielo, donne nude e mostri spaventosi, creature aberranti, lussuria e paura, ecco le armi con cui il Demonio tormenta le povere vite degli uomini, Farai tutto questo, domandò Gesù a Pastore, Più o meno, rispose lui, mi sono limitato a prendere ciò che Dio non ha voluto, la carne, con la sua gioia e la sua tristezza, la gioventù e la vecchiaia, la freschezza e il marciume, ma non è vero che la paura sia una mia arma, non ricordo di essere stato io a inventare il peccato e il suo castigo, e la paura che li accompagna sempre, Taci, lo interruppe Dio, spazientito, il peccato e il Diavolo sono i due nomi di una stessa cosa, Che cosa, domandò Gesù, La mia assenza, E l’assenza di Te, a che cosa si deve, al fatto che ti sia ritirato Tu o che si siano allontanati da Te, Io non mi ritiro mai, Ma consenti che ti abbandonino, Chi mi abbandona, mi cerca, E se non ti trova, la colpa, ormai si sa, è del Diavolo, No, la causa di questo non è sua, è colpa mia, che non riesco ad arrivare là dove mi cercano, parole che Dio pronunciò con una pungente e inattesa tristezza, come se all’improvviso avesse scoperto dei limiti al proprio potere. Gesù disse, Continua, Ce ne sono altri, riprese lentamente Dio, che si ritirano in luoghi solitari e agresti e, fra grotte e caverne, in compagnia di bestie, conducono una vita solitaria, altri che si fanno rinchiudere, altri che si arrampicano sulla cima di alte colonne e lì vivono per anni e anni di fila, altri, e qui la voce si fece più bassa, si smorzò, Dio contemplava adesso una sfilza interminabile di gente, migliaia e migliaia, migliaia di migliaia di uomini e donne, in tutto il globo, che entravano in conventi e monasteri, qualche rustica costruzione, molti palazzi splendidi, Si ritirano lì per servirci, me e te, dalla mattina alla sera, con veglie e preghiere, e, tutti con lo stesso scopo e il medesimo destino, per adorarci e morire con i nostri nomi sulle labbra, adotteranno appellativi diversi, saranno benedettini, bernardini, certosini, agostiniani, gilbertini, trinitari, francescani, domenicani, cappuccini, carmelitani, gesuiti, e saranno tanti, tanti, tanti, ah, come mi piacerebbe poter esclamare, Mio Dio, per quanti sono. A questo punto, il Diavolo disse, rivolto a Gesù, Osserva come, in ciò che ha raccontato, vi siano due maniere per perdere la vita, una con il martirio, l’altra con la rinuncia, non basta che debbano morire quando arriva l’ora, c’è bisogno che, in un modo o nell’altro, le corrano pure incontro, crocifissi, sbudellati, decollati, scuoiati, incornati, seppelliti, segati, ammazzati a colpi di lancia e di frecce, mutilati, oppure, dentro e fuori le celle, i capitoli e i chiostri, castigandosi per essere nati con il corpo che Dio ha dato loro e senza il quale non saprebbero dove porre l’anima, tormenti simili non li ha inventati questo Diavolo che ti sta parlando.
È tutto, domandò Gesù a Dio, No, mancano ancora le guerre, Ci saranno anche guerre, E stragi, Per quanto riguarda le stragi ne sono al corrente, avrei potuto addirittura morirne, e a ben vedere è stato davvero deplorevole, adesso non ci sarebbe un crocifisso ad aspettarmi […]
[…] le guerre e le stragi, che sono guerre anch’esse, Tante, a non finire, ma soprattutto quelle che si faranno contro di te e contro di me, in nome di un dio che deve ancora apparire, Com’è possibile che un dio debba apparire, un dio, se lo è veramente, può solo esistere da sempre e per sempre, Lo ammetto, è difficile comprenderlo, quasi quanto spiegarlo, ma accadrà proprio come ti dico, un dio arriverà e si scaglierà contro di noi e contro tutti quelli che ci seguiranno, popoli interi, no, non ho parole sufficienti per raccontarti dei massacri, delle carneficine, dei macelli, immagina il mio altare di Gerusalemme moltiplicato per mille, metti degli uomini al posto degli animali, e neanche così riuscirai a sapere di preciso che cosa sono state le crociate, Crociate, di che cosa si tratta, e perché dici che sono state se devono ancora avvenire, Ricordati che io sono il tempo e, dunque, tutto quanto deve accadere per me è già avvenuto, tutto quanto è avvenuto, accade tutti i giorni, Raccontami questa storia delle crociate, Be’, figlio mio, questi luoghi in cui ci troviamo adesso, compresi Gerusalemme e altri territori a nord e a occidente, dovranno essere conquistati dai seguaci di quel dio tardivo di cui ti parlavo, e i nostri, quelli schierati dalla nostra parte, faranno di tutto per cacciarli dai luoghi che tu con i tuoi piedi hai calpestato e che io con tanta assiduità frequento, Per scacciare i romani, oggi, non hai fatto granché, Ti sto parlando del futuro, non mi distrarre, Prosegui, allora, Aggiungi che tu sei nato qui, qui sei vissuto e qui sei morto, Per il momento, non sono ancora morto, All’uopo, tant’è, ti ho spiegato or ora che cosa significa, dal mio punto di vista, avvenire ed essere avvenuto, e, per favore, non continuare a interrompermi se non vuoi che taccia per sempre, Sto zitto, Ebbene, a queste zone i posteri daranno il nome di Luoghi Santi, per il motivo che tu sei nato, vissuto e morto qui, perciò non sarebbe opportuno, per la religione che diventerai, che la sua culla si trovasse nelle mani indegne di infedeli, un motivo, come puoi immaginare, più che sufficiente per giustificare che grandi eserciti venuti da Occidente, per quasi duecento anni, tentino di conquistare e di conservare alla nostra religione la grotta in cui sei nato e il monte su cui morirai, per dire solo dei luoghi principali, E quegli eserciti costituiscono le crociate, Infatti, E hanno conquistato quello che si prefiggevano, No, ma hanno ammazzato un mucchio di gente, E i crociati, Ne sono morti altrettanti, se non di più, E tutto questo, in nome nostro, Andranno in guerra urlando, Dio lo vuole, E devono essere morti dicendo, Dio l’ha voluto, Sarebbe stato un bel modo di finire, Di nuovo un sacrificio di cui non valeva la pena, Figlio mio, l’anima per salvarsi ha bisogno del sacrificio del corpo, Con queste o con altre parole, te l’ho già sentito dire prima, e tu, Pastore, che cosa ci racconti di questi futuri e portentosi avvenimenti, Dico che nessuno che possieda appieno il proprio senno potrà affermare che il Diavolo sia stato, sia o sarà colpevole di un tale massacro e di simili cimiteri, a meno che a qualche malvagio non venga in mente il calunnioso pensiero di attribuirmi la responsabilità della nascita di quel dio che sarà nemico di questo, Mi sembra chiaro e ovvio che la colpa non è tua e, quanto al timore che scarichino su di te le responsabilità, potrai sempre rispondere che il Diavolo, essendo menzogna, non potrebbe mai generare la verità che Dio è, Ma allora, domandò Pastore, chi creerà quel dio nemico. Gesù non sapeva rispondere, Dio, che taceva, continuò nel Suo silenzio, ma dalla nebbia calò una voce che disse, Forse questo Dio e quello che dovrà venire non sono che eteronimi, Di chi, di che cosa, domandò, curiosa, un’altra voce, Di Pessoa, fu quanto si capì ma poteva anche essere stato, Della Pessoa, e cioè, Della persona. All’inizio, Gesù, Dio e il Diavolo finsero di non avere sentito, ma subito dopo si sogguardarono spaventati, la paura comune è così, unifica facilmente le differenze.
C’è ancora l’Inquisizione ma, se non ti dispiace, potremmo parlarne un’altra volta, Che cos’è l’Inquisizione, L’Inquisizione è un’altra storia interminabile, Voglio conoscerla, Sarebbe meglio se non ti fosse nota, Insisto, Nella tua vita odierna soffrirai di rimorsi che appartengono al futuro, E Tu, no, Dio è Dio, non ha rimorsi, Quanto a me, se ho già questo fardello di dover morire per Te, posso anche sopportare i rimorsi che dovrebbero essere Tuoi, Preferirei risparmiarti, Tant’è che non hai fatto altro da quando sono nato, Sei un ingrato, come lo sono tutti i figli, Smettiamola con le finzioni, dimmi che cosa sarà l’Inquisizione, L’Inquisizione, detta anche tribunale del Santo Uffizio, è il male necessario, lo strumento crudelissimo con cui debelleremo l’infezione che un giorno, e per lungo tempo, si insinuerà nel corpo della tua Chiesa tramite le nefande eresie in generale e i suoi derivati e conseguenti minori, cui vanno sommate un buon numero di perversioni fisiche e morali, e questo, riunito e posto nello stesso sacco di orrori, senza badare a priorità e ordine, comprenderà luterani e calvinisti, molinisti e giudaizzanti, sodomiti e stregoni, tutte le piaghe, insomma, alcune delle quali apparterranno al futuro e altre a ogni tempo, E, vista la necessità di cui parli, come procederà l’Inquisizione per ridurre questi mali, L’Inquisizione è una polizia e un tribunale, perciò dovrà arrestare, giudicare e condannare come fanno i tribunali e le polizie, Condannerà a che cosa, Al carcere, all’esilio, al rogo, Al rogo, dici, Sì, nel futuro, moriranno bruciati migliaia e migliaia di uomini e di donne, Di alcuni mi hai già parlato prima, Quelli erano stati messi al rogo per il motivo che credevano in te, gli altri lo saranno perché ne dubiteranno, Non è permesso dubitare di me, No, Ma noi possiamo dubitare che il Giove dei romani sia un dio, L’unico Dio sono io, io sono il Signore e tu sei mio figlio, Moriranno a migliaia, A centinaia di migliaia, Moriranno centinaia di migliaia di uomini e donne, la terra si empirà di urla di dolore, di grida e rantoli di agonia, il fumo degli arsi vivi offuscherà il sole, il loro grasso sfrigolerà sulle braci, il puzzo sarà un tormento, e tutto avverrà per colpa mia, Non per colpa, ma per causa tua. Padre, allontana da me questo calice, Che tu lo beva è la condizione per il mio potere e la tua gloria, Non desidero questa gloria, Ma io voglio questo potere. La nebbia prese a scomparire nella direzione da cui era venuta, intorno alla barca si vedeva l’acqua, piatta e opaca, senza un’increspatura provocata dal vento o una minima agitazione suscitata da qualche pinna. Allora il Diavolo disse, Bisogna proprio essere Dio per amare tanto il sangue.