• Anelli nell'io

    “Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi – vaghi, metaforici, ambigui, e a volte straordinariamente belli.”
    Douglas Hofstadter
  • Caos

    La relatività eliminò l'illusione newtoniana dello spazio e tempo assoluti;
    la teoria quantistica eliminò il sogno newtoniano di un processo di misurazione controllabile;
    il caos elimina la fantasia laplaciana della prevedibilità deterministica.

    Joseph Ford - "What is Chaos, that we should be mindful of it?"
  • Developer

    Il programmatore di computer è un creatore di universi per i quali è il solo legislatore. Non c'è commediografo, regista o imperatore, per quanto potente, che abbia mai esercitato una autorità così assoluta da disporre un palcoscenico o un campo di battaglia e da comandare attori o truppe altrettanto incorruttibilmente obbedienti.
    Joseph Weizenbaum
  • Patience

    Patience is a virtue, Savannah.
    To tolerate delay.
    It implies self-control and forbearance, as opposed to wanting what we want when we want it.
    Something to think about.

    Catherine Weaver - The Sarah Connor Chronicles
  • Computer Science

    La Computer Science riguarda i computer non più di quanto l'astronomia riguarda i telescopi.

    E.W. Dijkstra
pi

Ricordo quando lessi, in un riquadro del libro di testo di matematica delle medie (forse in prima o seconda, non ricordo), la storia dei tre grandi problemi geometrici dell’antichità greca: la duplicazione del cubo, la trisezione dell’angolo e la quadratura del cerchio.

Erano tempi bui quelli, senza Google nè Wikipedia. Ma avendo una sorella maggiore, andai a casa sicuro di trovare qualche informazione in più nel libri di testo del liceo.

Tali problemi erano stati accanitamente studiati per più di duemila anni da tutti i matematici della storia, senza che nessuno fosse riuscito a darne un esito positivo; pian piano si fece largo l'idea che tali problemi fossero irrisolvibili. Le dimostrazioni definitive che i tre problemi erano effettivamente irrisolvibili con riga e compasso, arrivarono solamente nel diciannovesimo secolo.

Per quanto riguarda la quadratura del cerchio, essa era stata dimostrata impossibile da eseguire non solo con riga e compasso, ma anche con curve algebriche “di altro tipo” solo nel 1882! da Lindemann, grazie alla dimostrazione della trascendenza di pi greco; a parte che non capivo assolutamente cosa volesse dire trascendente (non-algebrico, e quindi non-costruibile, eeh?), ma l’alone di complessità, la sequenza di termini, simboli e concetti era incredibile. Un giorno mi sarebbe piaciuto capire quelle cose e ricordo che pensai: “Questo Lindemann è stato un figo assurdo, ma come cavolo ha fatto?”

Ricordo…


Categorie: Geek
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solar_system

Ricordo il megaposter che avevo in camera, vicino al letto, con rappresentato il sistema solare, con tutta una serie di dati astronomici dei pianeti, che ora ricordo a malapena, ma che allora sapevo tutti a memoria. Tutte le volte che ci passavo davanti gli davo uno sguardo ammirato. Ricordo la bella sensazione di sapere i nomi dei principali satelliti di Giove, il tempo di rivoluzione di Saturno, e la temperatura diurna di Venere. Mi sembravano cose che bisognasse sapere, tanto quanto le tabelline o i sette re di Roma, perchè quelle cose erano il mondo intorno a tutti noi.
Mi ricordo bene che in quinta elementare ci portarono al Planetario. A parte essere gasatissimo, mi ricordo che chiesi alla guida com’era possibile che sul mio poster ci fosse scritto che la Terra si muoveva a 29 Km/s, il Sole a oltre 200 Km/s, e nonostante ciò la Terra non rimanesse “indietro”. Quei numeri, letti decine di volte, avevano creato in me un sacco di domande e finalmente un mistero stava per essere risolto. Dopo che la guida mi disse che la velocità della Terra si intendeva misurata “come se il Sole fosse fermo”, ricordo che la sera, a letto, stetti sveglio fin chissà quando a pensare che allora a volte andava a 230 e a volte a 170, ma tutto era confuso. Mi ricordo che immaginavo nella mia testa che la “forma” che la Terra avrebbe disegnato nel cielo sarebbe stata molto simile a quelle forme a spirale che disegnavo con quegli ingranaggi di plastica di raggi differenti, ma se pensavo anche a tutti gli altri pianeti, e ai loro satelliti, e che tutto si muoveva insieme, veniva un groviglio inestricabile.

Ricordo…


Categorie: Geek
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giraffe

Non so se la parola giusta sia proprio “geek” ma poichè le interpretazioni del termine includono

A person who has chosen concentration rather than conformity; one who passionately pursues skill (especially technical skill) and imagination, not mainstream social acceptance.

e

A person with a devotion to something in a way that places him or her outside the mainstream. This could be due to the intensity, depth, or subject of their interest.

direi che può andar bene.

Nonostante l’accezione più comune sia legata alla tecnologia, e ancor più al “computing”, vi sono differenti categorie di geek, dai movie geeks agli art geeks, dagli history geeks ai literature geeks.

La categoria in cui mi sento davvero di appartenere sarebbe quella di how-everything-but-sure-everythnig-works geek, in quanto da sempre, dai primi ricordi più remoti, ho sempre avuto la dannata fissa di voler sapere perchè le cose stessero in quel modo e non in un altro, altrettanto valido, ai miei occhi di bambino; volevo sapere come funzionavano le cose, dalle cavallette che facevano quei salti impossibili, alla televisione che vista da vicino vicino mostrava quelle bandierine di tre colori, che però da lontano sparivano e si vedevano le immagini.

Ricordo di aver letto una volta, su quei giornaletti da bambini-geek delle elementari, che le giraffe avevano sette vertebre nel collo, come tutti i mammiferi (o quasi, mi pare) e spiegava che ci eravamo tutti evoluti da qualche antenato comune; continuava spiegando che per lo stesso motivo i pipistrelli avevano cinque “dita” dentro le ali, e la balena non poteva vivere sempre sott’acqua perchè aveva i polmoni come i nostri. Ah, che emozione! Rimasi affascinato, e mi ricordo che volevo saperne di più. Vent’anni dopo avrei scoperto che ci sono intere sequenze di DNA in comune tra tutti, e dico tutti, gli esseri viventi, batteri compresi; una piccolissima, casuale, mutazione in quella sequenza, non permette lo sviluppo di un essere vivente. La piccola scoperta della giraffa è stato uno dei primi mattoncini di razionalità e curiosità che non mi hanno più abbandonato.

Ricordo…


Categorie: Geek
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