• Anelli nell'io

    “Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi – vaghi, metaforici, ambigui, e a volte straordinariamente belli.”
    Douglas Hofstadter
  • Caos

    La relatività eliminò l'illusione newtoniana dello spazio e tempo assoluti;
    la teoria quantistica eliminò il sogno newtoniano di un processo di misurazione controllabile;
    il caos elimina la fantasia laplaciana della prevedibilità deterministica.

    Joseph Ford - "What is Chaos, that we should be mindful of it?"
  • Developer

    Il programmatore di computer è un creatore di universi per i quali è il solo legislatore. Non c'è commediografo, regista o imperatore, per quanto potente, che abbia mai esercitato una autorità così assoluta da disporre un palcoscenico o un campo di battaglia e da comandare attori o truppe altrettanto incorruttibilmente obbedienti.
    Joseph Weizenbaum
  • Patience

    Patience is a virtue, Savannah.
    To tolerate delay.
    It implies self-control and forbearance, as opposed to wanting what we want when we want it.
    Something to think about.

    Catherine Weaver - The Sarah Connor Chronicles
  • Computer Science

    La Computer Science riguarda i computer non più di quanto l'astronomia riguarda i telescopi.

    E.W. Dijkstra

Abitata da circa 15.000 abitanti e situata nei dintorni di Tokyo ad ovest della capitale, Hakone rappresenta la meta turistica giapponese per eccellenza. Quando le condizioni meteorologiche sono favorevoli ed il Monte Fuji si staglia chiaramente visibile all’orizzonte, la regione di Hakone può essere oggetto di una gradevole escursione in giornata da Tokyo.

Si possono fare giri in funivia,

Hakone 0115

visitare un museo all’aperto (l’Open-Air Art Museum, un museo d’arte all’aperto incentrato su una collezione costituita prevalentemente da sculture occidentali e giapponesi dei secoli XIX e XX)

Hakone 0006

andare a zonzo tra maleodoranti sorgenti termali vulcaniche

Owakudani 0117

e fare una gita in barca sull’Ashino-ko.

Hakone 0105

Da Hakone si sale fino a Gora tramite un trenino caratteristico, da dove si prosegue con la funicolare fin quasi sulla cima del Soun-zan, alto 1.153 metri, che è a sua volta il punto di partenza della salita in teleferica fino a Togendai. Lungo il tragitto le cabine della teleferica passano dall’Owakudani, dove si può scendere per fare un giro tra le sorgenti termali di origine vulcanica.

L’attrazione principale di Owakudani però sono le continue esalazioni vulcaniche che si scorgono già da qualche kilometro di distanza. Immersi nei fumi si percorrono poche centinaia di metri in un paesaggio un po’ lunare, fino ad arrivare alla vasca dove le famose uova nere di Owakudani vengono bollite nell’acqua sulfurea. Tutti ne mangiano di buon gusto visto che la leggenda vuole che facciano molto bene alla salute. Il sapore è un po’ affumicato e sulfureo.

Owakudani 0142 Owakudani 0156 Owakudani 0149

L’Ashino-ko è pubblicizzato come la principale attrattiva della regione di Hakone, ma è il Monte Fuji, con i suoi pendii ammantati di neve che scintillano riflessi nell’acqua, a conferire fascino al lago. Sfortunatamente, però, la venerabile montagna è spesso nascosta dietro una cortina di nubi grigiastre, così che per consolarsi ci si deve accontentare di un giro in traghetto sul lago.

Confermo.

Un’altra cittadina meritevole di essere visitata è Moto-Hakone, un villaggio piacevole e accogliente con alcuni bar e punti di ristoro che però impongono prezzi davvero esagerati ai loro prodotti. Da non perdere l’Hakone-jinja che, con il suo torii rosso emerge dal lago, ed il viale delle criptomerie, conosciuto con il nome di Suginamiki.

Hakone 0064

Poco dopo Moto-Hakone si incontra Hakone-machi, la cui principale attrattiva è l’Hakone sekisho-ato, dove dal 1619 al 1869 i funzionari dello shogunato Tokugawa riscuotevano il balzello necessario per circolare tra Edo e il resto del Giappone.

Hakone 0100

Pur trovandosi nelle vicinanze di Tokyo, il clima della regione di Hakone è sensibilmente differente rispetto a quello della capitale. Innanzitutto è difficile che si verifichino quelle condizioni estive di afa opprimente che mettono spesso in ginocchio la metropoli, ormai schiava dei condizionatori da giugno a settembre, in favore di un clima più ventilato e gradevole. In inverno, invece, le temperature risultano leggermente più basse, con minime spesso al di sotto dello zero, anche se grazie al basso tasso di umidità relativa il freddo non è quasi mai troppo pungente. La maggior parte delle precipitazioni si verifica durante l’estate, ed in particolar modo nei mesi di giugno e settembre, quando si possono formare anche violenti tifoni soprattutto sulle coste.

L’ottima descrizione è stata presa da ilturista.info, le foto arrivano invece dal mio album su Flickr.


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Facendo un riassunto della bella guida trovata qui, si può dire che

Nikkō (in giapponese: 日光市, Nikkō-shi, letteralmente “luce del sole”) è una delle città storiche più belle del Giappone ed è meta molto popolare tra i turisti che arrivano a Tokyo e che vogliono passare una giornata immersi nel fascino del Giappone feudale.

Una leggenda narra che, oltre 1200 anni fa, il monaco Shodo Shonin, in viaggio verso il monte Nantaisan, fu bloccato nel suo percorso dal fiume Daiya. Egli pregò per avere un ponte e il suo desiderio fu esaudito da un gigante con un abito blu e una collana di teschi attorno al collo. Il dio gli ruggi “Ecco il tuo ponte!” e gettò due serpenti, uno blu e uno verde. Il sacerdote, allora, potè attraversare il fiume sul dorso dei serpenti e, non appena mise piede sull’altra sponda, il dio e i serpenti scomparvero. Proprio in questo punto sorge oggi il rosso Ponte Sacro Shinkyo.

Nikko

Più avati si trova il complesso dei templi di Tosho-gu, eretto nel 1634 da Tokugawa Iemitsu (1603-1651) per dimostrare agli altri signori feudali (daimyo) la potenza dello shogunato Tokugawa. Tokugawa Ieyasu (1543-1616) fu una figura importantissima per la storia del Giappone. Fu infatti lui a fondare l’antica capitale Edo, l’attuale Tokyo. E fu sempre lui che portò la famiglia Tokugawa al potere, dando origine all’omonimo periodo storico. Era l’epoca dei valorosi samurai, che durò per ben due secoli e mezzo fino alla loro decadenza nel 1868. Nel corso della sua vita, Ieyasu arrivò a essere venerato al pari di un dio, e di un gongen (incarnazione del Buddha) dopo la sua morte.

Nikko

Alla costruzione parteciparono circa 15.000 artigiani provenienti da tutto il Giappone, che lavorarono senza sosta per due anni forgiando quello che forse è il più bel tempio di tutto il Paese.

Vicino all’ingresso del tempio vi è una pagoda di cinque piani, che rappresentano i cinque elementi: terra, acqua, fuoco, vento e vuoto.

Nikko

Tra i magnifici edifici decorati, ce n’è uno noto in tutto il mondo, anche se forse in pochi ne conoscono l’origine: si tratta di un bassorilievo rappresentante le famose tre scimmie “non sento, non vedo, non parlo”. Il loro significato è “Non ascoltare il male, non vedere il male, non dire il male” e sono considerati gli spiriti guardiani del tempio.

Nikko

Proseguendo si passa in mezzo alla Torre del Tamburo (a sinistra) e alla Torre Campanaria (a destra), simboli rispettivamente di nascita e di morte. Si arriva quindi alla porta Yomei Mon, la “porta del sole”, oltre la quale si accede al vero e proprio santuario. La porta Yomei Mon rappresentava il limite antico dei samurai di rango inferiore.

Nikko

All’interno del santuario si possono venerare, oltre a Tokugawa Ieyasu, anche altri grandi signori della guerra cui fu dedicato il tempio nel 1873.

Poco oltre inizia la scalinata che porta in mezzo alla vegetazione fino alla Torre del Tesoro, dove sono conservate le ceneri di Tokugawa Ieyasu.

Vi è poi un altro tempio molto suggestivo appartenente al nipote di Tokugawa.

Nikko

Nei paraggi, a pochi minuti di bus, vi sono il lago Chuzen-ji e le cascate Kegon ai piedi della montagna sacra Nantaisan.

Kegon falls

La guida completa di Nikko è qui, mentre le mie foto sono su Flickr.


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ElarmS è un sistema di allarme preventivo in caso di terremoto, che può lanciare un allarme da qualche secondo a qualche decina di secondi prima che la scossa distruttiva arrivi realmente. Anche pochi di secondi di anticipo possono essere sufficienti alle grosse aziende, dell'elettricità o del gas, per chiudere o isolare i propri sistemi, alle compagnie telefoniche per reindirizzare il traffico e agli aeroporti per arrestare i decolli e gli atterraggi.

Il metodo sfrutta le differenze nella frequenza delle onde emanate da terremoti durante i primi quattro secondi dalla scossa. La prima onda ad arrivare, che è anche la meno distruttiva, è chiamata onda P, seguita poi da un'onda secondari, che scuote il terreno in varie direzioni e alle altre più distruttive che arrivano in un secondo momento. Osservando le frequenze delle onde P, in un paio di secondi è possibile determinare l'ordine di grandezza della scossa e prevedere il movimento del terreno prima che venga percepito.

I paesi che attualmente implementano questo sistema sono solo il Messico, Taiwan e il Giappone.

In Giappone il sistema è collegato a circa un migliaio di sismografi disposti in tutto il paese e, come è successo l’11 marzo scorso, trasmette l’allarme via radio, televisione e via satellite, così come ai cellulari e via mail in particolari scenari. Il sistema è funzionante dal 2007 e ha già trasmesso ben 17 avvisi.

Ecco quello che si è visto su una TV giapponese, in diretta, prima e durante la scossa. E’ incredibile come il servizio con il commentatore inizi durante la scossa stessa.


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In Giappone ci sono milioni e milioni di distributori automatici – jihanki, da jidō (automatico), hanbai (vendita) e ki (macchina), una ogni 23 persone.

Ma la cosa davvero sorprendete oltre al loro numero e diffusione (resi possibili grazie alla poca microcriminalità che rende appetibile lasciare le macchinette all’aperto senza troppi rischi), è che ce ne sono di tutti i tipo e che vendono praticamente ogni cosa, fino al limite dell’incredibile.

Ovviamente le noiose macchinette dei biglietti per treno, metro o dei parcheggi non verranno nemmeno citate.

VendingMachines

Avrei sete. Bibite e gelati, birre e liquori.

ice-cream-vending-machines

 

E un po’ fame. Piatti caldi.

fast-food-retaurant-in-tokyo
 
Patatine? Pringles.
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Davvero caldo? Ghiaccio.
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Una frittatina? Uova.
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Cinema casalingo? Popcorn di Hello Kitty.
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Si mette a piovere? Ombrelli.
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Cellulare scarico? Con 80 cent ricarichi la batteria del telefono.
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Emergenza? Carta igienica.
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Primo appuntamento? Fiori.
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Oltre il primo appuntamento? Intimo di vario tipo e “documentari”
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Ovviamente non poteva mancarne una della Sony.

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E quelli completamente touch screen.

 

Altre carine qui toxel.com - 14-cool-vending-machines-from-japan


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Belli questi numerosi video di camminate tra i quartieri di Tokyo.

Senza remix nè altro. Solo delle lunghe camminate, per avere dal basso un idea della città.


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Disclaimer: The opinions expressed herein are my own personal opinions and do not represent my employer's view in anyway.© Copyright 2012 Mauro Bellati