Ricordo il megaposter che avevo in camera, vicino al letto, con rappresentato il sistema solare, con tutta una serie di dati astronomici dei pianeti, che ora ricordo a malapena, ma che allora sapevo tutti a memoria. Tutte le volte che ci passavo davanti gli davo uno sguardo ammirato. Ricordo la bella sensazione di sapere i nomi dei principali satelliti di Giove, il tempo di rivoluzione di Saturno, e la temperatura diurna di Venere. Mi sembravano cose che bisognasse sapere, tanto quanto le tabelline o i sette re di Roma, perchè quelle cose erano il mondo intorno a tutti noi.
Mi ricordo bene che in quinta elementare ci portarono al Planetario. A parte essere gasatissimo, mi ricordo che chiesi alla guida com’era possibile che sul mio poster ci fosse scritto che la Terra si muoveva a 29 Km/s, il Sole a oltre 200 Km/s, e nonostante ciò la Terra non rimanesse “indietro”. Quei numeri, letti decine di volte, avevano creato in me un sacco di domande e finalmente un mistero stava per essere risolto. Dopo che la guida mi disse che la velocità della Terra si intendeva misurata “come se il Sole fosse fermo”, ricordo che la sera, a letto, stetti sveglio fin chissà quando a pensare che allora a volte andava a 230 e a volte a 170, ma tutto era confuso. Mi ricordo che immaginavo nella mia testa che la “forma” che la Terra avrebbe disegnato nel cielo sarebbe stata molto simile a quelle forme a spirale che disegnavo con quegli ingranaggi di plastica di raggi differenti, ma se pensavo anche a tutti gli altri pianeti, e ai loro satelliti, e che tutto si muoveva insieme, veniva un groviglio inestricabile.
Ricordo…