Ricordo quando lessi, in un riquadro del libro di testo di matematica delle medie (forse in prima o seconda, non ricordo), la storia dei tre grandi problemi geometrici dell’antichità greca: la duplicazione del cubo, la trisezione dell’angolo e la quadratura del cerchio.
Erano tempi bui quelli, senza Google nè Wikipedia. Ma avendo una sorella maggiore, andai a casa sicuro di trovare qualche informazione in più nel libri di testo del liceo.
Tali problemi erano stati accanitamente studiati per più di duemila anni da tutti i matematici della storia, senza che nessuno fosse riuscito a darne un esito positivo; pian piano si fece largo l'idea che tali problemi fossero irrisolvibili. Le dimostrazioni definitive che i tre problemi erano effettivamente irrisolvibili con riga e compasso, arrivarono solamente nel diciannovesimo secolo.
Per quanto riguarda la quadratura del cerchio, essa era stata dimostrata impossibile da eseguire non solo con riga e compasso, ma anche con curve algebriche “di altro tipo” solo nel 1882! da Lindemann, grazie alla dimostrazione della trascendenza di pi greco; a parte che non capivo assolutamente cosa volesse dire trascendente (non-algebrico, e quindi non-costruibile, eeh?), ma l’alone di complessità, la sequenza di termini, simboli e concetti era incredibile. Un giorno mi sarebbe piaciuto capire quelle cose e ricordo che pensai: “Questo Lindemann è stato un figo assurdo, ma come cavolo ha fatto?”
Ricordo…