• Anelli nell'io

    “Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi – vaghi, metaforici, ambigui, e a volte straordinariamente belli.”
    Douglas Hofstadter
  • Caos

    La relatività eliminò l'illusione newtoniana dello spazio e tempo assoluti;
    la teoria quantistica eliminò il sogno newtoniano di un processo di misurazione controllabile;
    il caos elimina la fantasia laplaciana della prevedibilità deterministica.

    Joseph Ford - "What is Chaos, that we should be mindful of it?"
  • Developer

    Il programmatore di computer è un creatore di universi per i quali è il solo legislatore. Non c'è commediografo, regista o imperatore, per quanto potente, che abbia mai esercitato una autorità così assoluta da disporre un palcoscenico o un campo di battaglia e da comandare attori o truppe altrettanto incorruttibilmente obbedienti.
    Joseph Weizenbaum
  • Patience

    Patience is a virtue, Savannah.
    To tolerate delay.
    It implies self-control and forbearance, as opposed to wanting what we want when we want it.
    Something to think about.

    Catherine Weaver - The Sarah Connor Chronicles
  • Computer Science

    La Computer Science riguarda i computer non più di quanto l'astronomia riguarda i telescopi.

    E.W. Dijkstra
Trattato_di_ateologia_small

Silenzio su Meslier l'imprecatore (Le Testamenti, 1729), silenzio su d'Holbach il demistificatore (La contagion sacrée, datato 1768), silenzio su Feuerbach il decostruttore (L'essenza del cristianesimo, 1841), terzo grande momento dell'ateismo occidentale, pilastro fondamentale di una ateologia degna di questo nome: Ludwig Feuerbach propone infatti una spiegazione di ciò che dio è.

Egli non si limita a negarne l'esistenza, ma ne seziona la chimera. Non si tratta di dire «Dio non esiste», ma di chiedersi: «Che cosa è questo Dio al quale la maggioranza crede?» e di rispondere: una finzione, una creazione degli uomini, una costruzione che obbedisce a leggi particolari, in questo caso alle leggi della proiezione e dell'ipostasi: gli uomini creano Dio a loro immagine rovesciata. Mortali, finiti, limitati, addolorati per queste costrizioni, gli umani ossessionati dalla completezza inventano una potenza dotata esattamente delle qualità opposte: rivoltano i loro difetti come un guanto e fabbricano le qualità davanti alle quali si inginocchiano e si prosternano.

Sono mortale? Dio è immortale;
sono finito? Dio è infinito;
sono limitato? Dio è illimitato;
non so tutto? Dio è onnisciente;
non posso tutto? Dio è onnipotente;
non sono dotato del talento dell'ubiquità? Dio è onnipresente;
sono creato? Dio è increato;
sono debole? Dio incarna l'Onnipotenza;
sono sulla terra? Dio è in cielo;
sono imperfetto? Dio è perfetto;
sono nulla? Dio è tutto, ecc.

La religione diventa quindi la pratica di alienazione per eccellenza: essa implica la frattura dell'uomo con se stesso e la creazione di un mondo immaginario nel quale la verità si trova legittimata in modo fittizio. La teologia, afferma Feuerbach, è una «patologia psichica», alla quale egli oppone la sua antropologia basata su una specie di «chimica analitica». Non senza humour, egli invita a una «idroterapia pneumatica»: l'utilizzazione dell'acqua fredda della ragione naturale contro i calori e vapori religiosi, in particolare cristiani. Nonostante questo immenso cantiere filosofico, Feuerbach resta un grande dimenticato della storia della filosofia dominante.


Categorie: Citazioni, Libri, religione
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