In Giappone ci sono milioni e milioni di distributori automatici – jihanki, da jidō (automatico), hanbai (vendita) e ki (macchina), una ogni 23 persone.
Ma la cosa davvero sorprendete oltre al loro numero e diffusione (resi possibili grazie alla poca microcriminalità che rende appetibile lasciare le macchinette all’aperto senza troppi rischi), è che ce ne sono di tutti i tipo e che vendono praticamente ogni cosa, fino al limite dell’incredibile.
Ovviamente le noiose macchinette dei biglietti per treno, metro o dei parcheggi non verranno nemmeno citate.
Avrei sete. Bibite e gelati, birre e liquori.
E un po’ fame. Piatti caldi.
Patatine? Pringles.
Davvero caldo? Ghiaccio.
Una frittatina? Uova.
Cinema casalingo? Popcorn di Hello Kitty.
Si mette a piovere? Ombrelli.
Cellulare scarico? Con 80 cent ricarichi la batteria del telefono.
Emergenza? Carta igienica.
Primo appuntamento? Fiori.
Oltre il primo appuntamento? Intimo di vario tipo e “documentari”
Ovviamente non poteva mancarne una della Sony.
E quelli completamente touch screen.
Altre carine qui toxel.com - 14-cool-vending-machines-from-japan