Sul Corriere di oggi 20 luglio 2008, a pag. 17, c'è un articolo a dir poco assurdo. Non trovo il link all'articolo online per cui incollo l'articolo cartaceo
Io veramente non so cosa dire. Mi sembra davvero assurdo, inconcepibile e fuori da ogni logica.
Ma poi la cosa ridicola è che non si tratta una pratica che hanno scoperto le forze dell'ordine e che veniva effettuata di nascosto; nooo, è una proposta, nero su bianco! Una proposta che nessuno, con anche solamente un pizzico di senso del dovere, della giustizia (nel senso di cosa è giusto e cosa no) e della meritocrazia avrebbe mai proposto.
Se uno studente è fuori corso ci saranno dei motivi: di poco impegno, di poca predisposizione alla facoltà, di impegni di lavoro, di difficoltà nella sfera privata o di scelte personali.
L'università NON DEVE agevolare queste persone, sicuramente non in questo modo. L'università non è la scuola dell'obbligo. Non è indispensabile. Non ti devi laureare ad ogni costo. Se vuoi arrivare alla laurea, per quello che può valere, ce la devi fare da solo. Puoi essere aiutato da tutor, corsi, compagni, sostegni economici, ma l'aiuto non deve essere l'abbassamento del livello minimo di competenze che devi dimostrare, sulla carta, di avere.
Non è giusto per rispetto ai principi del sacrificio, dello studio e dell'impegno di chi ce l'ha fatta regolarmente. Non è giusto per gli onesti, per chi non pensa che l'università sia un punto d'arrivo ma di partenza.
Spero che qualcuno riesca a fermare questi signori brillanti e competenti che fanno proposte (anche solamente pensarle sarebbe stato grave) per cui dovrebbero vergognarsi per tutta la vita.